lunedì 5 agosto 2013

La riforma Fornero ed il nuovo tentativo obbligatorio di conciliazione previsto in caso di licenziamento economico

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La riforma Fornero ha introdotto una procedura di conciliazione obbligatoria per i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di 15 lavoratori nello stesso comune o comunque più di 60 dipendenti sull’intero territorio nazionale, e che intendono intimare un licenziamento per motivi economici.

In tali casi, infatti, il datore di lavoro, prima di intimare il licenziamento, è obbligato a convocare il lavoratore dinanzi alla Commissione di Conciliazione esistente presso la Direzione Territoriale del Lavoro, al fine di esperire un tentativo di conciliazione, finalizzato a trovare una soluzione alternativa al licenziamento o comunque a comporre bonariamente la controversia insorta.

La fase introduttiva del tentativo di conciliazione si svolge nel seguente modo.

Il datore di lavoro deve inviare una comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro del luogo dove il lavoratore presta la propria opera e trasmetterne una copia per conoscenza al lavoratore.

La comunicazione deve: a) contenere la dichiarazione da parte del datore di lavoro di voler procedere al licenziamento per motivo oggettivo; b) indicare i motivi del licenziamento; c) indicare le eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore interessato.

Come detto, in caso di esito favorevole, il tentativo di conciliazione può evitare il licenziamento, in quanto può sfociare sia in una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, sia in una ricollocazione del lavoratore stesso.

In caso di esito negativo, invece, la procedura è destinata a sfociare nell’intimazione del licenziamento nonché, ove ritenuto invalido, nella sua eventuale impugnazione.

Già in passato il legislatore aveva introdotto nell’ordinamento giuridico italiano un tentativo obbligatorio di conciliazione per tutti coloro, datori e lavoratori, intenzionati ad intraprendere una controversia di lavoro.

Lo scopo del tentativo obbligatorio di conciliazione avrebbe dovuto essere quello di ridurre il numero dei contenziosi nelle aule di tribunale.

La realtà invece ha detto un’altra cosa: non si sono visti gli effetti sperati, tant’è che il tentativo, in molti casi, si è ridotto ad una mera formalità, da esperire in attesa dell’inizio del giudizio.

Adesso il legislatore ci riprova, introducendo questo nuovo tentativo di conciliazione, i cui risultati certo non potranno essere diversi dal precedente.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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