giovedì 20 giugno 2013

Il licenziamento e la clausola di durata minima garantita

Il datore di lavoro ed il lavoratore sono liberi di inserire nel contratto di lavoro una clausola di durata minima garantita.

La clausola di durata minima di solito è utilizzata nei rapporti di lavoro con i dirigenti o con personale altamente qualificato o specializzato.

La clausola può essere prevista in favore del lavoratore.

In questo caso, se il datore di lavoro recede dal contratto prima della scadenza della durata minima pattuita, egli sarà tenuto a risarcire il danno al lavoratore.

Il risarcimento sarà pari alle retribuzioni che il lavoratore avrebbe continuato a percepire nel periodo di tempo che va dal recesso del datore di lavoro fino alla scadenza della durata minima garantita.

La clausola può anche essere prevista in favore del datore di lavoro.

Ciò accade soprattutto quando il datore di lavoro ha investito molto sul lavoratore, sopportando ad esempio i costi connessi a corsi di alta formazione, e pertanto ha interesse a non perdere la prestazione lavorativa del dipendente e la sua professionalità nel breve periodo.

Spesso le parti prevedono una penale nel caso in cui non venga rispettata la clausola di durata minima garantita.

Mediante la penale viene stabilito sin da subito a quanto ammonterà il risarcimento del danno nel caso in cui una delle parti decida di recedere dal rapporto di lavoro prima della scadenza della durata minima garantita.

La penale serve dunque a rafforzare il vincolo contrattuale.

Se l’importo stabilito dalla penale è eccessivo, esso può essere ridotto dal giudice.

Oltre alla penale, le parti sono comunque libere di pattuire il risarcimento del danno ulteriore.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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