lunedì 24 giugno 2013

Il licenziamento e il dovere di obbedienza del lavoratore

Vedi anche:

Guida al Licenziamento per Insubordinazione del Dipendente. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

Licenziare per Giusta Causa. Oltre 80 Motivi di Licenziamento

Uno degli obblighi che il lavoratore è tenuto ad osservare nell’espletamento della propria prestazione lavorativa è il dovere di obbedienza nei confronti del datore di lavoro.

Il lavoratore deve infatti osservare le disposizioni per l’esecuzione e per la disciplina del lavoro, impartite dall’imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende.

L’obbligo di obbedienza si riferisce dunque alle prescrizioni e agli ordini impartiti dal datore di lavoro o dai superiori gerarchici, concernenti l’organizzazione del lavoro, la disciplina e la vita di relazione in azienda.

Tuttavia, se l’ordine impartito è illegittimo, il lavoratore può rifiutarsi di eseguirlo, senza per questo incorrere in responsabilità disciplinare.

Un esempio di ordine illegittimo si ha nel caso in cui si vogliono assegnare al lavoratore mansioni inferiori, oppure mansioni incompatibili con il suo stato psicofisico e tali da pregiudicare il suo diritto alla salute.

Se invece l’ordine impartito è legittimo, il lavoratore che si rifiuta di eseguirlo rischia l’applicazione di sanzioni disciplinari, tra cui il licenziamento.

Sempre in questo caso, il lavoratore è inoltre responsabile per gli eventuali danni subìti dal datore di lavoro, arrecati anche per colpa lieve, vale a dire a seguito di una semplice leggerezza.

Alcuni contratti collettivi obbligano il datore di lavoro che intende chiedere il risarcimento del danno, ad adottare preventivamente un provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore inadempiente.

Può infine accadere che il superiore gerarchico utilizzi frasi irriguardose o scortesi per richiamare il dipendente ad un corretto adempimento della prestazione lavorativa.

In questi casi, ci si chiede se il lavoratore possa legittimamente rifiutarsi di osservare la direttiva impartita.

La giurisprudenza ritiene che il lavoratore, ferma restando la responsabilità del superiore nel caso in cui vengano utilizzate frasi offensive, non possa comunque sottrarsi al proprio obbligo di eseguire quanto prescritto.
Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

Nessun commento:

Posta un commento