venerdì 10 maggio 2013

Nel giudizio sull’impugnazione del licenziamento, possibile saltare la prima fase con l’accordo delle parti

La questione.

La riforma Fornero ha introdotto una corsia giudiziaria preferenziale per i licenziamenti intimati dalle aziende con più di 15 dipendenti nello stesso Comune, o comunque con più di 60 dipendenti sull’intero territorio nazionale.

La prima fase dinanzi al Giudice del Lavoro, infatti, si svolge in tempi molto stretti e si conclude con un’ordinanza, la quale dà provvisoriamente ragione ad una delle parti.

Avverso tale ordinanza, la parte soccombente può proporre opposizione dinanzi allo stesso tribunale.

Si apre così una seconda fase, i cui tempi sono maggiori rispetto alla prima e nella quale le parti possono svolgere attività che possono ulteriormente prolungarne la durata.

La seconda fase viene decisa con sentenza.

A questo punto può dirsi concluso il primo grado di giudizio.

La bipartizione del primo grado nelle due fasi ha sollevato numerose critiche nei confronti della riforma Fornero.

Se l’intento era quello di abbreviare i termini del procedimento, la riforma sembra andare in senso opposto.

Vero che i tempi della prima fase sono brevissimi, tuttavia se a questi si sommano quelli della seconda fase, l’intento acceleratorio sembra svanire.

Non solo.

Se si considera che avverso la sentenza di primo grado, ottenuta dopo due fasi del procedimento, la parte soccombente può proporre appello e successivamente ricorso per cassazione, ben si comprendono le critiche.

Per giungere ad una decisione definitiva, infatti, le parti dovranno affrontare ben quattro step (il primo grado, diviso in due fasi, l’appello ed il ricorso in cassazione), rispetto ai tre precedenti (primo grado in unica fase, appello e ricorso in cassazione).

La posizione del Tribunale di Piacenza.

Sulla materia ha avuto modo di pronunciarsi la Sezione Lavoro del Tribunale di Piacenza, con la recente ordinanza 16 gennaio 2013.

Nel giudizio le parti, d’accordo tra loro, hanno chiesto di saltare la prima fase e di addivenire direttamente alla seconda fase del primo grado.

Il Tribunale ha concesso loro questa facoltà.

In questo modo le parti otterranno un provvedimento definitivo in meno tempo rispetto a quanto previsto dalla riforma Fornero.

Merito dunque al datore di lavoro ed al lavoratore, che hanno dimostrato senso di responsabilità ed hanno evitato di intasare ulteriormente le aule di tribunale.

Ad uscirne sconfitta è invece la riforma Fornero, ennesimo provvedimento legislativo scritto male, probabilmente anche a causa del compromesso politico che ne è alla base.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

Nessun commento:

Posta un commento