domenica 19 maggio 2013

La motivazione del licenziamento economico ed i rischi per la piccola impresa

Precedentemente alla riforma Fornero, il datore di lavoro poteva intimare il licenziamento economico, o per giustificato motivo oggettivo, senza indicare i relativi motivi.

Il lavoratore, tuttavia, poteva chiedere di conoscere i motivi del recesso entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione di licenziamento.

In questo caso il datore di lavoro era obbligato a comunicare per iscritto i motivi di licenziamento entro 7 giorni dalla richiesta del lavoratore.

A seguito dell’entrata in vigore della riforma Fornero, invece, il datore è obbligato sin da subito ad indicare i motivi di licenziamento.

La motivazione deve essere specifica e non invece generica, al fine di far comprendere al lavoratore le effettive ragioni del recesso.

I motivi in virtù dei quali il licenziamento è stato intimato possono essere più di uno.

In questo caso, perché il licenziamento sia legittimo, è sufficiente che almeno uno di essi sia fondato.

Una volta che il datore di lavoro ha esplicitato i motivi di licenziamento, egli non potrà poi (ad esempio in giudizio) modificarli.

Qualora il datore di lavoro ometta di comunicare i motivi di licenziamento, sono previste sanzioni diverse a seconda che l’azienda occupi più di 15 dipendenti (primo caso) o fino a 15 dipendenti (secondo caso).

Nel primo caso è previsto un risarcimento del danno in favore del lavoratore, che può andare da 6 a 12 mensilità.

Nel secondo caso, invece, è rimasta in vigore la reintegrazione nel posto di lavoro.

La riforma Fornero, infatti, non si è preoccupata di uniformare i due trattamenti e di prevedere il solo risarcimento del danno anche per le aziende di minori dimensioni.

Ciò ha portato all’assurdo per cui, attualmente, rischiano meno le aziende di grandi dimensioni (solo il risarcimento del danno), rispetto a quelle di piccole dimensioni (per le quali è rimasta in vigore la reintegrazione nel posto di lavoro).

Si attende dunque una correzione legislativa od un intervento della Corte Costituzionale che ristabilisca l’uniformità di trattamento tra piccola e grande impresa.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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