martedì 2 aprile 2013

Licenziamento per il dipendente che durante la malattia gioca a calcio


Un dipendente si assenta dal lavoro per 2 giorni.

Dopo qualche tempo, per giustificare l’assenza, consegna al datore di lavoro un certificato di malattia per disturbi addominali.

Successivamente, però, l’azienda viene a sapere che nel secondo giorno di assenza il lavoratore ha partecipato ad un torneo di calcio interaziendale.

Apre dunque un procedimento disciplinare a carico del dipendente, il quale ammette la sua colpevolezza.

L’azienda decide di applicare la sanzione della multa pari a 3 ore di retribuzione.

Dopo qualche tempo, però, l’azienda viene a sapere che anche nel primo giorno di assenza il lavoratore, lungi dal rimanere a casa, ha invece preso un aereo e partecipato ad un torneo ufficiale di calcio.

Viene nuovamente aperto un procedimento disciplinare ed anche in tale circostanza il dipendente ammette la propria colpevolezza.

Questa volta, però, l’azienda decide di intimare il licenziamento per giusta causa.

Il provvedimento espulsivo viene impugnato dal lavoratore dinanzi al Giudice del Lavoro.

Chiamato a pronunciarsi sulla questione è il Tribunale di Foggia il quale, con sentenza 18 gennaio 2013, dà ragione all’azienda.

La motivazione.

Il Tribunale ha ritenuto che il comportamento del lavoratore, consistente nell’assenza ingiustificata, nella simulazione della malattia, nell’esercizio di attività fisica incompatibile con la malattia stessa, nella presentazione tardiva di certificato medico falso, costituisce giusta causa di licenziamento, in quanto gravemente lesivo del vincolo fiduciario posto alla base del rapporto di lavoro.

La decisione, inotre, è stata presa anche tenendo conto che già in passato il dipendente si era reso protagonista di comportamenti simili, per cui era stato sanzionato.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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