giovedì 4 aprile 2013

Licenziamento collettivo e comunicazione obbligatoria

Vedi anche:

Guida al Licenziamento Collettivo

Soluzioni, Strumenti e Rimedi Alternativi al Licenziamento Collettivo

La vicenda.

Un’azienda decide di aprire una procedura di licenziamento collettivo.

Al termine del confronto con il sindacato, viene raggiunto un accordo, il quale prevede un esubero di 40 dipendenti e fissa i criteri oggettivi da seguire per la scelta dei lavoratori da collocare in mobilità.

Tra i lavoratori licenziati vi è anche un informatore scientifico, al quale viene contestato un calo di fatturato nella zona di competenza.

Il lavoratore impugna il licenziamento dinanzi al Giudice del Lavoro.

Chiamato a pronunciarsi sulla questione è il Tribunale di Cosenza, il quale dà ragione al dipendente.

La motivazione.

Secondo il Tribunale, al termine della procedura di licenziamento collettivo, l’azienda deve inviare una comunicazione al lavoratore (redatta in forma scritta e contenente unicamente la notizia del recesso, senza necessariamente indicare la motivazione dello stesso) ed una contestuale comunicazione all’Ufficio regionale del Lavoro.

Quest’ultima comunicazione deve contenere l’elenco dei lavoratori collocati in mobilità, con l’indicazione per ciascun soggetto del nominativo, del luogo di residenza, della qualifica, del livello di inquadramento, dell’età, del carico di famiglia, nonché la puntuale indicazione delle modalità con cui sono stati applicati i criteri di scelta.

Nella fattispecie, manca agli atti una comunicazione con tali caratteristiche.

Il licenziamento è dunque inefficace.

Il Tribunale ordina la reintegrazione nel posto di lavoro, il pagamento di tutte le mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione ed il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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