venerdì 26 aprile 2013

In caso di licenziamento economico, il datore di lavoro non è tenuto a riqualificare il dipendente


Un dipendente di una società per azioni attiva nel settore degli autobus, addetto al reparto carrozzeria, viene licenziato per ragioni oggettive.

La motivazione del licenziamento economico è la soppressione del reparto cui il lavoratore è addetto.

Il dipendente impugna il provvedimento espulsivo e, sostenendo di aver svolto anche la funzione di autista, sottolinea l’illegittimità del recesso, non avendo l’azienda proceduto a reimpiegarlo in mansioni diverse da quelle sue proprie, prima di licenziarlo (c.d. obbligo di repechage).

In primo grado il Tribunale di Roma accoglie il ricorso del lavoratore.

Non così invece in secondo grado, dove la Corte d’Appello di Roma ribalta la sentenza di primo grado.

Secondo la corte romana, dall’istruttoria emerge che il lavoratore solo saltuariamente ha svolto altre attività quale, in particolare, quella di autista, qualifica per la quale la società ha provveduto ad assunzioni in epoca successiva al licenziamento.

L’obbligo del repechage, tuttavia, non può spingersi fino al punto da imporre al datore di lavoro di riqualificare il personale, per evitare che lo stesso perda il proprio posto di lavoro.

Avverso tale decisione ricorre il lavoratore.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 11 marzo 2013, n.5963, conferma la decisione della Corte d’Appello.

La motivazione.

Secondo la Corte di Cassazione, il dipendente non è riuscito a provare l’assunto secondo cui egli avrebbe “usualmente” anche condotto pullman, ragion per cui l’azienda avrebbe dovuto ripescarlo come autista.

Ad ogni modo il datore di lavoro ha solo il compito di formare i dipendenti per le specifiche funzioni attribuite loro in servizio, ma non è obbligato anche a formarli per altre funzioni, al fine di ottemperare all’obbligo di repechage.

L’obbligo di repechage, dunque, va riferito limitatamente alle attitudini ed alla formazione di cui il lavoratore è dotato al momento del licenziamento, con esclusione dell’obbligo del datore di lavoro di fornire a tale lavoratore un’ulteriore o diversa formazione per salvaguardare il suo posto di lavoro.

Il licenziamento è pertanto legittimo.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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