lunedì 18 marzo 2013

Licenziamento non consentito se l’allontanamento dal lavoro è autorizzato

Vedi anche:

Guida al Licenziamento per Allontanamento o Abbandono del Posto di Lavoro. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

La vicenda.

Un dipendente chiede un permesso per recarsi presso l’ufficio infortuni dell’azienda.

Il datore di lavoro, tuttavia, scopre successivamente che in realtà il lavoratore non è mai stato presso l’ufficio indicato.

Non si sa dunque dove il lavoratore possa essere andato nelle ore di permesso.

Per tale motivo, l’azienda decide di aprire un procedimento disciplinare a carico del dipendente, contestandogli di essersi allontanato per quasi 3 ore con una giustificazione infondata.

D’altro canto il lavoratore risulta essere recidivo, in quanto in un’altra occasione allo stesso è stata inflitta una sospensione per 10 giorni dal servizio e dalla retribuzione, per aver trascorso un’ora presso un centro sportivo.

L’azienda decide quindi di licenziare il dipendente.

In primo grado, il Tribunale ritiene legittimo il licenziamento.

In secondo grado, invece, la Corte d’Appello di Roma ribalta la sentenza di primo grado e ordina la reintegrazione nel posto di lavoro ed il risarcimento del danno in favore del lavoratore.

Secondo la Corte d’Appello:
  1. la condotta del dipendente non integra un inadempimento di gravità tale da giustificare il licenziamento, data l’esiguità dell’assenza;
  2. la lettera di contestazione dell’azienda non contiene elementi atti a connotare la condotta del lavoratore in termini fraudolenti;
  3. le mansioni del dipendente (impiegato di 6° livello) non richiedono un particolare grado di affidamento e fiducia; l’assenza, inoltre, è stata comunque autorizzata: tutto ciò non ha provocato disagi all’azienda;
  4. il precedente disciplinare non è rilevante, in quanto avvenuto durante una pausa pranzo.

Avverso tale decisione, propone ricorso per cassazione l’azienda.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 11 febbraio 2013, n.3179, dà definitivamente ragione al lavoratore.

La motivazione.

La Corte di Cassazione condivide il ragionamento effettuato dalla Corte d’Appello.

Non è ipotizzabile alcun intralcio sull’organizzazione aziendale, tenuto conto che l’assenza è stata comunque autorizzata.

L’azienda, inoltre, non ha contestato al lavoratore il carattere fraudolento del suo comportamento.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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