giovedì 14 marzo 2013

Licenziamento del socio lavoratore: necessario impugnare preventivamente la delibera di esclusione dalla società


La vicenda.

Una cooperativa ritiene sussistenti i requisiti per escludere un proprio socio lavoratore dalla compagine sociale.

Il lavoratore, venuto a sapere dell’intenzione della società, e sapendo che il venir meno del vincolo associativo comporta anche la risoluzione del rapporto di lavoro, invia alla società una lettera con la quale contesta il recesso (impugnazione stragiudiziale).

Successivamente il consiglio di amministrazione della società delibera l’esclusione del socio.

A questo punto il lavoratore decide di non impugnare la delibera di esclusione, ma solamente il licenziamento dinanzi al Giudice del Lavoro (impugnazione giudiziale).

Sostiene infatti il lavoratore che mediante la delibera di esclusione, la società ha posto in essere un vero e proprio licenziamento.

Viene investito della questione il Tribunale di Milano il quale, con sentenza 29 gennaio 2013, n.172, dà ragione all’azienda.

La motivazione.

Secondo i giudici milanesi, nel caso in cui una società delibera l’esclusione di un proprio socio lavoratore, il lavoratore deve anzitutto impugnare la delibera di recesso.

In mancanza, l’esclusione diventa definitiva e non sarà più possibile proporre ricorso al Giudice del Lavoro, cioè l’impugnazione giudiziale.

L’impugnazione giudiziale, inoltre, deve essere preceduta dall’impugnazione stragiudiziale.

Nella fattispecie, il socio lavoratore non ha impugnato la delibera di esclusione ed ha proposto l’impugnazione stragiudiziale quando non era stata ancora deliberata l’esclusione, vale a dire quando il rapporto di lavoro era ancora in essere, il che non è consentito.

Il ricorso del socio lavoratore è dunque inammissibile.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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