venerdì 15 marzo 2013

Licenziamento del dipendente pubblico che costringe altri dipendenti a partecipare ad associazioni od organizzazioni

Vedi anche:


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici.

Il Codice, emanato in attuazione della legge anti – corruzione n.190/2012, indica i doveri di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare.

I dipendenti che violano il Codice, dunque, rischiano l’apertura di un procedimento disciplinare, il quale può concludersi con l’applicazione di varie sanzioni.

Le sanzioni applicabili sono quelle indicate nei contratti collettivi e nella normativa, anche regolamentare, vigente in ciascun settore.

Nell’applicazione della sanzione si tiene conto della gravità del comportamento e dell’entità del pregiudizio, anche morale, arrecato al decoro o al prestigio dell’Amministrazione.

Nei casi più gravi, o in caso di recidiva, può anche essere applicata la sanzione del licenziamento senza preavviso, vale a dire del licenziamento per giusta causa.

Partecipazione ad associazioni e organizzazioni.

Analizziamo in questo articolo il comportamento del dipendente pubblico che partecipa ad associazioni e organizzazioni che, in qualche modo, possono essere coinvolte dall’attività dell’ufficio.

L’art.5 del Codice stabilisce che il dipendente deve comunicare tempestivamente al responsabile dell’ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni (esclusi partiti politici e sindacati), i cui ambiti di interesse siano coinvolti o possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’ufficio.

L’Amministrazione, nei successivi 30 giorni, valuta la compatibilità dell’adesione o dell’appartenenza del dipendente alle associazioni o alle organizzazioni.

Il dipendente pubblico, pena il licenziamento (nei casi più gravi), non può costringere altri dipendenti ad aderire ad associazioni od organizzazioni, né può esercitare pressioni a tal fine, promettendo vantaggi o prospettando svantaggi di carriera.

La vigilanza sui Codici di Comportamento.

La singola Amministrazione è comunque libera di adottare un proprio Codice di Comportamento, il quale va ad affiancarsi a quello ora approvato dal Consiglio dei Ministri.

A vigiliare sull’applicazione di entrambi i Codici dovranno essere i dirigenti responsabili di ciascuna struttura, le strutture di controllo interno, gli uffici etici e di disciplina ed infine l’ufficio procedimenti disciplinari.

Vedi anche:

Guida al Licenziamento del Dipendente Pubblico. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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