sabato 9 marzo 2013

Licenziamento del dipendente pubblico che chiede o accetta regali, compensi, utilità o incarichi di collaborazione

Vedi anche:


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici.

Il Codice, emanato in attuazione della legge anti – corruzione n.190/2012, indica i doveri di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare.

I dipendenti che violano il Codice, dunque, rischiano l’apertura di un procedimento disciplinare, il quale può concludersi con l’applicazione di varie sanzioni.

Le sanzioni applicabili sono quelle indicate nei contratti collettivi e nella normativa, anche regolamentare, vigente in ciascun settore.

Nell’applicazione della sanzione si tiene conto della gravità del comportamento e dell’entità del pregiudizio, anche morale, arrecato al decoro o al prestigio dell’Amministrazione.

Nei casi più gravi, o in caso di recidiva, può anche essere applicata la sanzione del licenziamento senza preavviso, vale a dire del licenziamento per giusta causa.

Regali, compensi o altre utilità.

Analizziamo in questo articolo il comportamento del dipendente pubblico che accetta o chiede regali, compensi o altre utilità.

L’art.4 del Codice stabilisce che il dipendente non può accettare, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli di modico valore che occasionalmente possono essere effettuati nell’ambito delle normali relazioni di cortesia. In ogni caso il dipendente non può chiederere, per sé o per altri, regali o altre utilità, neanche di modico valore, a titolo di corrispettivo per compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio, da soggetti che possono trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio, né da soggetti nei cui confronti è o sta per essere chiamato a svolgere o a esercitare attività o potestà proprie dell’ufficio ricoperto.

Il dipendente non può accettare, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore, da un proprio subordinato, né dal coniuge, dal convivente, dai parenti e dagli affini entro il secondo grado dello stesso. Il dipendente non può offrire regali o altre utilità a un proprio sovraordinato, né a suoi parenti o conviventi, salvo quelli d’uso di modico valore.

I regali e le altre utilità comunque ricevuti all’infuori dei casi consentiti sono immediatamente messi a disposizione dell’Amministrazione, a cura dello stesso dipendente, per la restituzione.

Per regali o altre utilità di modico valore si intendono quelle di valore non superiore, in via orientativa, a 100,00 euro, anche sotto forma di sconto. I piani di prevenzione della corruzione, adottati da ciascuna Amministrazione, possono modulare tale importo, sia diminuendolo sia aumentandolo, ma comunque per un importo massimo non superiore a 150,00 euro.

Il dipendente in servizio non può accettare incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all’ufficio di appartenenza.

Sarà il responsabile dell’ufficio a dover vigilare sulla corretta applicazione delle presenti disposizioni, anche al fine di preservare il prestigio e l’imparzialità dell’Amministrazione.

La sanzione del licenziamento può essere disposta nel caso in cui la non modicità del valore del regalo o delle altre utilità sia immediatamente correlata con il compimento di un atto o di un’attività tipici dell’ufficio.

Anche la recidiva del dipendente pubblico nell’accettare incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all’ufficio di appartenenza, può comportare l’applicazione della sanzione espulsiva.

La vigilanza sui Codici di Comportamento.

La singola Amministrazione è comunque libera di adottare un proprio Codice di Comportamento, il quale va ad affiancarsi a quello ora approvato dal Consiglio dei Ministri.

A vigiliare sull’applicazione di entrambi i Codici dovranno essere i dirigenti responsabili di ciascuna struttura, le strutture di controllo interno, gli uffici etici e di disciplina ed infine l’ufficio procedimenti disciplinari.

Vedi anche:

Guida al Licenziamento del Dipendente Pubblico. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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