venerdì 8 febbraio 2013

Licenziamento del dipendente e trasferimento d’azienda celato


L’azienda A decide di cessare la propria attività e di vendere i propri macchinari e la propria strumentazione all’azienda B.

L’azienda B, in seguito alla vendita, intraprende la medesima attività imprenditoriale dell’azienda A.

L’azienda B, inoltre, riassorbe tutto il personale alle dipendenze dell’azienda A, ad eccezione di un solo dipendente, il quale viene licenziato.

Il lavoratore escluso contesta tale decisione e, ritenendo sussistente un vero e proprio trasferimento d’azienda tra le due imprese, e dunque di essere ampiamente tutelato dalla legge, propone ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro.

Il Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, chiamato a pronunciarsi sulla questione, con sentenza 31 gennaio 2012, dà ragione al dipendente.

Secondo il magistrato, la volontà dell’azienda A di cessare la propria attività e di vendere la propria strumentazione all’azienda B, l’attività esercitata dall’azienda B (sostanzialmente la stessa dell’azienda A), l’assunzione di quasi tutto il personale dell’azienda A da parte dell’azienda B, situazioni emerse in corso di causa, sono indici che permettono di rilevare l’esistenza di un vero e proprio trasferimento d’azienda tra le due imprese.

A questo si aggiunge il fatto che l’azienda B ha utilizzato una ragione sociale (cioè il nome della ditta) simile a quello dell’azienda A: in questo modo l’azienda B ha cercato di sfruttare l’impatto di immagine e di marketing della ragione sociale usata dall’azienda A (es. società ALFAbeta, cedente; società BETAalfa, cessionaria).

Altro elemento che permette di rilevare l’esistenza del trasferimento d’azienda, e dunque la responsabilità solidale di entrambe le aziende nei confronti del lavoratore estromesso, è l’avvenuto trasferimento di clientela.

All’esito del giudizio il Giudice del Lavoro ha ritenuto il licenziamento illegittimo e, mancando la prova dell’applicabilità dell’art.18 (comportante la reintegra nel posto di lavoro), ha condannato entrambe le società, in solido tra loro, al solo pagamento delle differenze retributive risultanti, di un’indennità risarcitoria pari a 3 mensilità e delle spese legali.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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