domenica 24 febbraio 2013

Legittimo il licenziamento del dirigente in caso di trasferimento dei suoi incarichi ad altro soggetto



La vicenda.

Un lavoratore dirigente viene assunto da una società.

Nel contratto è previsto un patto di non licenziabilità che garantisce al dirigente la stabilità reale del posto di lavoro.

Successivamente, a seguito di vari passaggi societari (incorporazioni, costituzioni di nuove società, conferimenti di rami aziendali, ecc.), il dirigente vede cambiare diversi datori di lavoro: prima viene assunto da una seconda società (che incorpora la prima), infine (a seguito di conferimento di ramo aziendale) si ritrova come datore di lavoro una terza società.

Durante la vigenza di tale ultimo rapporto, nei confronti del dirigente vengono sollevate contestazioni sul suo operato.

Per tale motivo la società datrice di lavoro, dopo aver rimosso il dirigente da tutti gli incarichi ed avere affidato questi ultimi all’amministratore delegato, gli intima il licenziamento.

Il dirigente impugna il provvedimento, sostenendo l’esistenza del patto di stabilità ed eccependo che gli incarichi precedentemente attribuitigli, non sono stati soppressi a seguito del suo licenziamento ma, al contrario, sono stati affidati ad altro soggetto nell’ambito aziendale.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 16 gennaio 2013, n.890, ha dato ragione all’azienda.

La motivazione.

Secondo la Cassazione, il patto di non licenziabilità non può essere invocato in quanto operante solo nel primo rapporto di lavoro (quello tra il dirigente e la prima società che lo ha assunto), ma non invece nel secondo e terzo rapporto: nel passaggio tra la prima società e la seconda, infatti, il patto non è stato richiamato; nel passaggio tra la seconda e la terza società, infine, si è verificato un mutamento sostanziale del rapporto di lavoro, sicchè anche in questo caso il patto non può operare.

Sotto il secondo profilo, ad avviso della Corte risulta del tutto legittimo il licenziamento a seguito del trasferimento dei poteri e degli incarichi del dirigente in capo ad altro soggetto, attesa sia la riorganizzazione aziendale in corso che l’insediamento di un nuovo consiglio di amministrazione, con la conseguente modifica dei rapporti fiduciari in essere fino a quel momento.

Le ragioni di carattere organizzativo eccepite dall’azienda, inoltre, devono considerarsi non pretestuose, ma reali e ragionevoli.

Il principio che se ne ricava è che il licenziamento del dirigente è legittimo se l’azienda assegna la sua posizione organizzativa ad un altro soggetto, pur senza sopprimerla del tutto, tutte le volte in cui le ragioni organizzative non sono pretestuose ed arbitrarie, ma reali.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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