giovedì 24 gennaio 2013

Licenziamento: esclusa la corsia preferenziale in giudizio se il lavoratore chiede l'accertamento sul numero dei dipendenti



La riforma Fornero ha introdotto una corsia preferenziale, cioè più veloce, per le cause aventi ad oggetto licenziamenti (c.d. rito abbreviato).

La novità, tuttavia, non si applica a tutte le controversie, ma solo a quelle che coinvolgono aziende datrici di lavoro cui è applicabile l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori (vale a dire aziende con più di 15 dipendenti).

Di qui l'interesse del lavoratore a far accertare in giudizio il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro, in modo da poter invocare la maggiore tutela prevista dall'art.18 dello Statuto dei Lavoratori e così poter chiedere la reintegrazione nel proprio posto di lavoro.

Ed è quello che ha fatto un lavoratore, rivolgendosi al Tribunale di Milano mediante il rito abbreviato.

Senonché i magistrati milanesi, con ordinanza del 26 novembre 2012, hanno stabilito che la corsia preferenziale non è applicabile allorquando il lavoratore, oltre ad impugnare il proprio licenziamento, chiede anche che venga accertato il requisito dimensionale in capo all'azienda.

Secondo questo orientamento, dunque, si dovrà seguire il rito ordinario, con notevole allungamento dei tempi processuali.

Vanificata dunque la novità da poco introdotta, che aveva previsto un giudizio con una prima fase necessaria (in cui veniva garantita una tutela urgente al lavoratore) ed una seconda fase solo eventuale.

Nella prima fase il magistrato decideva prontamente con un proprio provvedimento. La seconda fase, invece, si apriva solo se contro il provvedimento del giudice veniva fatta opposizione.

Nel video viene anche esaminata la posizione delle Direzioni Regionali del Lavoro della Lombardia e dell'Emilia Romagna in merito ai licenziamenti intimati per superamento del periodo di comporto, cioè del periodo di malattia massimo consentito.

In questi casi, infatti, si discute sull'obbligatorietà o meno della procedura di conciliazione preventiva.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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