mercoledì 30 gennaio 2013

Licenziamento e computo dei lavoratori per l’applicazione dell’art.18

La vicenda.

Un dipendente viene licenziato da una ditta di Autoservizi, la quale ha alle proprie dipendenze meno di 15 lavoratori.

Il lavoratore impugna il licenziamento dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, chiedendo l’applicazione delle maggiori tutele previste dall’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, in quanto, anche se apparentemente l’azienda ha meno di 15 dipendenti, di fatto però essa ne utilizza più di 15, ricorrendo all’impiego di altri lavoratori alle dipendenze di altra ditta.

Precisa infatti il lavoratore licenziato che vi è commistione di gestione tra le due ditte.

Il Tribunale accoglie le richieste del lavoratore e, applicando l’art.18, condanna l’azienda alla reintegra del dipendente nel posto di lavoro, al pagamento di un’indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto percepita dal lavoratore – pari ad € 1.344,97 – dal momento del licenziamento al giorno dell’effettiva reintegra, nonché al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

In secondo grado la Corte d’Appello di Napoli conferma l’applicazione della maggiore tutela prevista dall’art.18 (c.d. tutela reale).

La Corte ritiene provato il requisito dimensionale (cioè più di 15 dipendenti) richiesto per l’applicazione dell’art.18, in quanto dall’istruttoria espletata emerge che la società datrice di lavoro occupa normalmente più di 15 dipendenti, dovendosi tra questi computare, oltre ai dipendenti risultanti dal libro matricola della stessa, anche altri 2 lavoratori i quali, sebbene iscritti nel libro matricola di altra ditta avevano, in realtà, prestato la propria attività lavorativa per la ditta di Autoservizi, come dimostrato anche dalla commistione di gestione tra le due ditte.

Avverso tale decisione, l’azienda propone ricorso per cassazione.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 10 dicembre 2012, n.22396, dà definitivamente ragione al lavoratore.

La motivazione.

Viene sposata la tesi della Corte d’Appello.

Anche secondo la Corte di Cassazione, dunque, in caso di licenziamento, nel computo dei dipendenti ai fini dell’applicazione della tutela reale, vanno calcolati anche quei lavoratori che, sebbene non risultanti nel libro matricola dell’azienda, bensì in quello di altra ditta, hanno tuttavia prestato la propria attività per la società licenziante, operando le due imprese in un regime di commistione gestionale.

In più, la Corte aggiunge che nel computo dei dipendenti normalmente occupati presso la ditta di Autoservizi si deve inserire anche un’altra lavoratrice assunta con contratto a termine della durata di 3 mesi, perché le mansioni di impiegata da lei svolte non possono ritenersi legate ad esigenze momentanee e provvisorie.

Viene dunque confermata la reintegra del lavoratore in azienda e la condanna del datore di lavoro al pagamento delle retribuzioni e dei contributi nel frattempo maturati.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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