venerdì 7 dicembre 2012

Licenziamento del dirigente ed accettazione dell’indennità supplementare


Un lavoratore dirigente viene licenziato in presenza di giustificato motivo oggettivo.

In questi casi, l’Accordo del 27 aprile 1995 tra Confindustria e FNDAI, prevede il riconoscimento, in favore del dirigente, di una particolare indennità, detta indennità supplementare.

Nello specifico, l’indennità spetta tutte le volte in cui il licenziamento del dirigente viene motivato dalla sussistenza di situazioni di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione, crisi aziendale.

Il dirigente decide di accettare l’indennità supplementare.

Successivamente, però, egli cambia idea e, ritenendo il licenziamento ingiustificato, decide di ricorrere al collegio arbitrale previsto dall’art.19 del contratto collettivo nazionale dei dirigenti industriali, per vedersi riconosciuta la misura massima dell’indennità, pari a 22 mensilità.

In quella sede il lavoratore, avendo già percepito l’indennità supplementare, chiede la differenza tra questa e l’indennità massima.

L’azienda decide di opporsi e la vicenda finisce in giudizio.

In appello il giudice non accoglie la pretesa del dirigente, ragion per cui il lavoratore ricorre in Cassazione.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 27 settembre 2012, n.16449, dà ragione all’azienda.

La motivazione.

Secondo la Corte di Cassazione, la logica dell’Accordo tra Confindustria e FNDAI è quella di ricercare un contemperamento degli opposti interessi in conflitto.

Per questo motivo, in specifiche ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro (dovute a ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione, crisi aziendale) l’Accordo ha previsto un’indennità ridotta rispetto a quella massima, pari a 22 mensilità, che il contratto collettivo prevede in caso di licenziamento ingiustificato.

Per tale ragione, l’accettazione dell’indennità supplementare, una volta manifestata, preclude automaticamente al dirigente licenziato di ricorrere al collegio arbitrale previsto dalla contrattazione collettiva, al fine di far valere il carattere ingiustificato del licenziamento e, di conseguenza, pretendere l’indennità massima.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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