venerdì 5 ottobre 2012

Licenziamento: il datore non può registrare le telefonate del lavoratore


Un’azienda operante nel settore dell’assistenza stradale, inizia a dubitare del corretto operato di un proprio dipendente con mansioni di operatore telefonico, addetto a ricevere le richieste di prima assistenza da parte dell’utenza.

Per tale motivo l’azienda decide di iniziare a registrare le telefonate del lavoratore, al fine di valutarne la produttività ed eventuali inadempienze.

Dopo un periodo di circa tre mesi il bilancio è chiaro: il dipendente risulta aver effettuato ben 136 telefonate a titolo personale. Risultano inoltre 460 contatti telefonici in cui il lavoratore si è intrattenuto con l’utenza per meno di 15 secondi.

L’azienda, preso atto dell’uso personale dell’apparecchio telefonico, ritiene inoltre che il tempo dedicato alle singole telefonate lavorative (meno di 15 secondi) non sia sufficiente per sentire le richieste degli utenti e per rispondere alle loro esigenze.

Decide pertanto di licenziare il dipendente.

L’art.4 dello Statuto dei Lavoratori vieta il controllo a distanza dei lavoratori, ma secondo la Corte d’Appello di Roma, il datore di lavoro, attraverso l’utilizzo del software che ha consentito la registrazione delle telefonate, si è limitato a porre in essere un “controllo difensivo”, cioè finalizzato a tutelare i propri interessi, e dunque non lesivo della sfera privata altrui.

Nessuna violazione di legge è dunque ravvisabile.

Di diverso avviso, invece, il lavoratore il quale, avverso la sentenza della Corte d’Appello, propone ricorso per cassazione.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 1 ottobre 2012, n.16622, dà ragione all’operatore telefonico.

La motivazione.

Secondo la Corte di Cassazione, i “controlli difensivi” posti in essere dal datore di lavoro devono comunque conservare le garanzie procedurali previste dallo Statuto dei Lavoratori, e non possono “impingere la sfera della prestazione lavorativa dei singoli lavoratori”.

Il datore di lavoro è dunque obbligato ad adottare sistemi di filtraggio delle telefonate per non consentire di risalire all’identità del lavoratore (art.4, comma 1, Statuto dei Lavoratori).

In mancanza, i dati acquisiti non possono essere utilizzati per provare l’inadempimento contrattuale del lavoratore.

Il ricorso del dipendente, quindi, può essere accolto.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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