sabato 27 ottobre 2012

La riforma della riforma Fornero ed il suo impatto sui licenziamenti e le dimissioni


Sembra un gioco di parole, ma il disegno di legge n.3470, dal titolo “Nuove disposizioni in materia di rapporti di lavoro e di relazioni industriali”, presentato a metà settembre e già assegnato il 17 ottobre 2012 alla Commissione Lavoro del Senato, rischia di modificare pesantemente diverse disposizioni normative in materia di licenziamenti e dimissioni, appena entrate in vigore a luglio 2012 mediante la legge n.92/2012 (c.d. legge Fornero).

Ancora una volta il legislatore italiano dimostra poca lungimiranza nell’esercizio del proprio potere legislativo, intervenendo continuamente sulle stesse materie e spesso in direzione diametralmente opposta, come in questo caso.

Un fenomeno, questo, poco avvertito dai cittadini, ma ben noto agli addetti ai lavori che quotidianamente sono costretti a confrontarsi con la “giungla normativa” che oramai contraddistingue il nostro ordinamento giuridico.

Difficile prevedere l’esito del cammino parlamentare del disegno di legge.

Quel che è certo è che se il disegno di legge passa così com’è, verranno meno una serie di garanzie previste in favore del lavoratore e che la riforma Fornero aveva introdotto proprio per bilanciare i licenziamenti facili ed il ridimensionamento dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

Veniamo alle novità.

1. Dimissioni.

Viene eliminato l’obbligo di convalidare le dimissioni rassegnate dal lavoratore o, in alternativa, di sottoscrivere l’apposita dichiarazione di conferma in calce alla comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro.

La disposizione era stata introdotta allo scopo di scoraggiare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco, spesso utilizzate dal datore di lavoro per estromettere dall’azienda il lavoratore senza ricorrere alla procedura di licenziamento.

Eliminato anche il diritto di revocare le dimissioni entro 7 giorni dall’invito che il datore di lavoro aveva la possibilità di inviare al lavoratore nel caso in cui lo stesso non avesse provveduto a far convalidare le dimissioni o a sottoscrivere l’apposita dichiarazione di conferma.

Scompare anche la sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro (da € 5.000,00 ad € 30.000,00) in caso di utilizzo del foglio di dimissioni in bianco.

1.1. Tutela della genitorialità.

Sembrano salvarsi, invece, le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino (o, in caso di adozione o affidamento, durante i primi 3 anni di accoglienza del minore).

Per questo tipo di dimissioni, infatti, rimane l’obbligo della convalida.

2. Licenziamenti.

Abrogate anche tutte le norme che avevano previsto una corsia preferenziale, e dunque più celere, per i giudizi aventi ad oggetto licenziamenti nelle ipotesi di applicazione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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