lunedì 24 settembre 2012

Licenziamento del sindacalista a causa del rifiuto di ricevere la documentazione inerente alla mobilità


Una società operante nel settore della sicurezza privata decide di ridurre il personale alle proprie dipendenze e per questa ragione avvia la procedura di mobilità.

La legge prevede l’obbligo da parte del datore di lavoro di comunicare ai sindacati l’avvio della procedura.

Per tale ragione un manager dell’azienda si rivolge ad un dipendente avente anche la carica di sindacalista e tenta di consegnargli la documentazione inerente la mobilità.

Il lavoratore apprende che la procedura di mobilità riguarda anche la sua posizione e per questo motivo rifiuta di ricevere la documentazione.

Si accende un diverbio ed il lavoratore dà dello “sbruffone” all’amministratore unico dell’azienda.

La società datrice di lavoro ritiene che il rifiuto del lavoratore di ricevere la documentazione configuri una vera e propria insubordinazione.

Ritiene inoltre che l’apprezzamento negativo rivolto all’amministratore unico incrini irrimediabilmente il rapporto fiduciario.

Decide pertanto di licenziare il lavoratore il quale, però, impugna il provvedimento.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 11 settembre 2012, n.15165, dà ragione al lavoratore.

La motivazione.

Per quanto riguarda la reazione verbale, secondo la Corte non si rinviene la gravità attribuitale dal datore di lavoro, essendo emerso che essa era stata l’espressione di una aspra protesta istintiva che il dipendente aveva manifestato nella sua veste di sindacalista a fronte di scelte imprenditoriali di riduzione del personale ed in un momento di particolare conflittualità tra le parti.

Il dipendente non ha nemmeno violato i suoi obblighi di diligenza, in quanto il suo rifiuto a ricevere l’atto contenente la comunicazione della messa in mobilità non si può far rientrare nell’alveo delle obbligazioni nascenti dal contratto.

Per tutte queste ragioni il licenziamento è stato ritenuto una sanzione sproporzionata.

Il lavoratore ha dunque diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro ed alla corresponsione di tutti gli stipendi arretrati fino al ripristino del rapporto.

Vedi anche:

Guida al Licenziamento per Insubordinazione del Dipendente. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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