lunedì 3 settembre 2012

Licenziabile anche chi sottrae somme di modesto valore


Un dipendente di un albergo, con la qualifica di portiere, intasca la somma di 30 euro pagata da un cliente per noleggiare una cassetta di sicurezza.

Il portiere si rifiuta di rilasciare la ricevuta fiscale e per questo il cliente si lamenta dell’accaduto presso la direzione dell’albergo.

L’azienda viene così a conoscenza dell’episodio e scopre anche che la somma richiesta al cliente non è stata versata nelle casse aziendali.

Decide quindi di aprire un procedimento disciplinare a carico del portiere, finalizzato all’applicazione della massima sanzione, vale a dire il licenziamento.

In sede disciplinare ed anche dopo, in giudizio, il dipendente si difende negando di aver commesso il fatto e contestando la sproporzione tra il fatto contestato (appunto la sottrazione di 30 euro) e la sanzione del licenziamento.

Eccepisce inoltre di non aver annotato l’incasso nel sistema contabile dell’azienda, in quanto tale adempimento non era richiesto.

Nel corso del giudizio la Corte di Appello di Roma convalida il licenziamento.

Avverso tale decisione il lavoratore propone ricorso in Cassazione.

La Corte di Cassazione, con sentenza n.14551 del 17 agosto 2012, ancora una volta dà ragione all’azienda datrice di lavoro e conferma il licenziamento.

La motivazione.

Anzitutto la difesa del dipendente viene ritenuta carente.

Non convincono del tutto, infatti, le giustificazioni secondo cui le somme non sono state annotate.

In secondo luogo il comportamento del lavoratore ha procurato all’azienda un danno all’immagine molto rilevante, tale da incidere sul rapporto fiduciario intercorrente tra datore e dipendente.

L’aver sottratto delle somme destinate all’azienda ha compromesso il rapporto fiduciario in maniera irreversibile.

La sottrazione delle somme, inoltre, configura il reato di appropriazione indebita ai danni del datore di lavoro.

Anche se il valore delle somme di cui il dipendente si è appropriato è molto modesto, i magistrati ritengono comunque sussistente la giusta causa di licenziamento.
Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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