mercoledì 8 agosto 2012

Le nuove dimissioni e gli adempimenti a carico del datore di lavoro


La convalida deve essere effettuata dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro competente per territorio (per quanto riguarda la lavoratrice in gravidanza, o la lavoratrice ed il lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino), oppure dalla Direzione territoriale del lavoro, dal Centro per l’impiego, o presso le sedi individuate dai contratti collettivi (in tutti gli altri casi).

In alternativa alla convalida delle dimissioni, il dipendente potrà firmare una apposita dichiarazione in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro che il datore è obbligato a trasmettere telematicamente al Centro per l’impiego.

Tuttavia ci si chiede cosa possa accadere nel caso in cui il lavoratore non proceda alla convalida od alla sottoscrizione richiesta.

Ebbene, la riforma ha previsto anche questa eventualità.

In questi casi, infatti, l’iniziativa dovrà essere assunta dal datore di lavoro.

Egli dovrà invitare il lavoratore a presentarsi entro 7 giorni presso le sedi autorizzate a convalidare le dimissioni o, in alternativa, ad apporre, sempre entro 7 giorni, la predetta sottoscrizione.

All’invito deve essere allegata la copia della ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro (per consentire al lavoratore di sottoscriverla).

L’invito, entro 30 giorni dalla data delle dimissioni, deve essere spedito al domicilio del lavoratore indicato nel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicato dal lavoratore al datore di lavoro.

In alternativa alla spedizione, l’invito può anche essere consegnato direttamente al lavoratore che, in questo caso, ne sottoscrive una copia per ricevuta.

Decorsi i 7 giorni, qualora il lavoratore non abbia provveduto a far convalidare le proprie dimissioni o a sottoscrivere l’apposita dichiarazione, il rapporto di lavoro si risolve.

Durante i 7 giorni, inoltre, il lavoratore ha la possibilità di esercitare il proprio diritto di ripensamento e dunque di revocare le proprie dimissioni.

La revoca può essere comunicata in forma scritta al datore di lavoro.

Se dopo le dimissioni il rapporto di lavoro si era interrotto, con la revoca esso torna ad avere corso normale a partire dal giorno successivo alla comunicazione della revoca stessa.

Se nel periodo intercorrente tra le dimissioni e la revoca il rapporto di lavoro non si è svolto, il lavoratore non avrà diritto alla retribuzione.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

Nessun commento:

Posta un commento