martedì 3 luglio 2012

Licenziamento in tronco: sanzione legittima se il dipendente infrange le regole e viene meno la fiducia


Un dipendente di un’azienda di rifiuti, con qualifica di capo reparto, dopo un numero considerevole di infrazioni, continua a tenere un comportamento non idoneo con i propri superiori.

L’azienda apre dunque un procedimento disciplinare, al termine del quale decide di licenziarlo per giusta causa e dunque in tronco, vale a dire con effetto immediato.

Il lavoratore contesta ed impugna il licenziamento, sostenendo, tra l’altro, la mancata affissione del codice disciplinare all’interno dell’azienda.

La Corte di Cassazione, con sentenza 21 giugno 2012, n.10337, questa volta dà ragione al datore di lavoro e dunque sancisce la legittimità del licenziamento.

La motivazione.

Secondo la Cassazione, dal processo è venuto fuori che il dipendente si è reso protagonista di numerosi inadempimenti contrattuali.

Egli infatti, in qualità di capo reparto, era stato incaricato di coordinare un team di lavoratori e di riferire all’azienda datrice di lavoro sull’operato degli stessi.

Ciononostante il lavoratore non sempre adempiva puntualmente a tale obbligo.

Capitava infatti che lo stesso riferisse in maniera errata e reticente sul lavoro svolto dal team.

I reports da lui consegnati, inoltre, erano spesso incompleti.

Non solo. Lo stesso risultava aver abbandonato il posto di lavoro, contravvenendo alle regole impartite.

Tali comportamenti, secondo i giudici, risultano irrispettosi delle direttive impartite dai superiori gerarchici e poco collaborativi, tanto da produrre effetti negativi sull’attività svolta.

Fanno inoltre venir meno la fiducia che il datore di lavoro ripone nel lavoratore.

Quanto alla mancata affissione del codice disciplinare, il lavoratore è stato smentito da testimonianze che hanno invece confermato la sua presenza all’interno della struttura aziendale.

La sanzione disciplinare del licenziamento in tronco, o per giusta causa, è pertanto proporzionata alla gravità dei fatti.

Laddove viene meno il rapporto fiduciario, infatti, non è possibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.
Il licenziamento è dunque legittimo.
Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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