domenica 1 luglio 2012

Le retribuzioni ed i contributi durante il fallimento del datore di lavoro

Vedi anche: Guida al Licenziamento Collettivo

La vicenda.

Un’azienda in dissesto economico dichiara fallimento.

Dopo la dichiarazione di fallimento l’azienda cessa di svolgere la propria attività.

Inoltre viene nominato il curatore fallimentare, il quale, dopo qualche tempo, intima il licenziamento ai dipendenti.

I lavoratori, a questo punto, chiedono il pagamento delle retribuzioni per il periodo intercorrente tra la dichiarazione di fallimento ed il licenziamento operato dal curatore fallimentare, mentre l’Inps, relativamente allo stesso periodo, pretende il pagamento dei contributi previdenziali riguardanti i rapporti di lavoro.

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 14 maggio 2012, n.7473, nega entrambi i diritti, sia quello alla retribuzione (da parte dei lavoratori), che quello al versamento dei contributi previdenziali (da parte dell’Inps).

La motivazione.

Secondo la Cassazione la dichiarazione di fallimento non comporta la cessazione del rapporto di lavoro.

In seguito al fallimento il rapporto di lavoro è semplicemente sospeso.

Tale sospensione perdura fino a quando non interviene il licenziamento vero e proprio ad opera del curatore fallimentare.

Tuttavia, durante tale periodo di sospensione, se l’azienda ha cessato di svolgere la propria attività (come in questo caso), i dipendenti non prestano alcuna attività lavorativa.

Non essendoci prestazione di attività lavorativa, la retribuzione non è dovuta.

Non solo, non essendo dovuta la retribuzione, non sono dovuti nemmeno i contributi previdenziali, i quali andrebbero calcolati sulla base della retribuzione medesima.

Diverso invece il caso in cui, con la sentenza dichiarativa di fallimento, il tribunale disponga la continuazione provvisoria dell’impresa.

In genere l’esercizio temporaneo dell’attività viene disposto quando dall’interruzione può derivare un danno grave, per cui si ritiene più conveniente l’esercizio provvisorio.

Solo quando ciò si verifica, ai lavoratori spetteranno tutte le retribuzioni relative al periodo di continuazione dell’attività e sarà dovuta la normale contribuzione previdenziale collegata.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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