lunedì 4 giugno 2012

Licenziamento per chi fuma erba

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Essere trovato in possesso di hashish durante un controllo di polizia può costare il licenziamento.

La vicenda.

Un funzionario di primo livello di Unicredit Banca, durante le proprie vacanze estive in Sardegna, subisce un controllo da parte delle forze dell’ordine.

Durante il controllo, avvenuto nella notte tra sabato e domenica, viene trovato in possesso di hashish.

L’istituto di credito datore di lavoro decide allora di licenziarlo.

Il dipendente impugna il licenziamento, ma il Tribunale di Nuoro gli dà torto.

In secondo grado, invece, la Corte d’Appello di Sassari ribalta la sentenza ed ordina all’istituto di credito di reintegrare il dipendente allo sportello e di pagargli tutti gli arretrati.

La Corte d’Appello, per giustificare il reintegro, distingue tra detenzione per uso personale e spaccio di sostanze stupefacenti.

Solo lo spaccio giustificherebbe il licenziamento, in quanto comporta la frequentazione di un ambiente pericoloso che fa venir meno il rapporto fiduciario con il datore di lavoro.

Ciò anche in considerazione del lavoro svolto, alle dipendenze di un istituto bancario, comportante il contatto con il pubblico ed il maneggio di denaro.

La detenzione per uso personale, invece, seppur non condivisibile, costituisce una condotta meno grave e come tale non punibile con la misura estrema del licenziamento.

In altre parole il licenziamento deve considerarsi eccessivo.

Al suo posto poteva essere disposto il trasferimento del dipendente.

Non solo. La Corte distingue anche tra marjuana e hashish da una parte, e droghe pesanti quali eroina o crack dall’altra.

L’uso delle prime, infatti, non può portare al licenziamento.

Ciò fondamentalmente per tre ragioni: 1) tali sostanze non danno assuefazione e dunque non inducono una modifica della personalità; 2) il basso costo le rende alla portata di tutti e dunque il consumo non costituisce un rischio per la banca; 3) è bassa la riprovazione sociale per l’uso delle stesse e dunque il danno all’immagine dell’istituto di credito è modesto.

La vicenda attiene dunque alla sfera privata del dipendente.

Un caso simile a questo è quello del dipendente che nella notte tra sabato e domenica viene trovato ubriaco dopo aver acquistato una massiccia dose di alcolici.

Il licenziamento va pertanto annullato.

Ma l’istituto di credito non ci sta e propone ricorso per cassazione.

La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con sentenza 26 aprile 2012, n.6498, accoglie il ricorso.

Secondo la Corte la vita privata può interferire nel rapporto di lavoro ed il disvalore della condotta del lavoratore è tale da minare il rapporto di fiducia tra l’azienda ed il dipendente.

Il fumo di erba, dunque, anche se avvenuto fuori dall’azienda, rientra tra i comportamenti gravi che autorizzano il licenziamento in tronco per giusta causa.
 
Questioni più discusse in materia di licenziamento per giusta causa:
  • Che valore può avere il ripetersi nel tempo di gravi condotte del lavoratore? (IL11-44)
  • Cosa succede se il datore non provvede a contestare immediatamente l’infrazione disciplinare al lavoratore? (IL11-45)
  • Per stabilire se il licenziamento disciplinare è stato applicato tempestivamente, si tiene conto del momento in cui il fatto è stato commesso dal lavoratore, o del momento in cui è giunto a conoscenza del datore di lavoro? (IL11-45)
  • Esistono dei casi in cui il datore di lavoro può ritardare l’applicazione della sanzione disciplinare? (IL11-45)
  • Cosa succede se il datore di lavoro si mostra tollerante verso i comportamenti illegittimi del lavoratore? (IL11-46)
  • Cosa deve valutare il datore di lavoro prima di licenziare per giusta causa? (IL11-46)
  • Cosa succede se il licenziamento è sproporzionato rispetto all’infrazione commessa? (IL11-47)
  • Il giudice è obbligato ad attenersi all’elencazione, contenuta nei contratti collettivi, dei motivi che possono portare al licenziamento? (IL11-48)
  • La contrattazione collettiva, in presenza di recidiva, può prevedere il licenziamento automatico? (IL11-48)
  • Se il contratto collettivo considera un determinato fatto non sanzionabile con il licenziamento, il giudice può pensarla diversamente? (IL11-48)
  • Nel caso in cui al comportamento del lavoratore segua l’apertura di una procedura penale, il giudice è vincolato all’esito di quest’ultima? (IL11-49)
  • Quali sono i casi in cui ricorre la giusta causa? (IL11-49)
Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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