venerdì 8 giugno 2012

Licenziamento disciplinare: la procedura e le tutele per il lavoratore. La proporzionalità. Codice disciplinare e regolamento interno aziendale

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Si parla di licenziamento disciplinare tutte le volte in cui il lavoratore si rende protagonista di un comportamento colposo o comunque manchevole.

In questi casi il datore di lavoro valuta la condotta del lavoratore e, se ritiene che essa abbia leso il rapporto di fiducia, intima il licenziamento.

Prima di arrivare all’applicazione della misura espulsiva, tuttavia, la legge prevede una serie di garanzie a tutela del lavoratore.

Il datore di lavoro è dunque obbligato a seguire una determinata procedura nell’ambito della quale, ad esempio, il lavoratore che ne faccia richiesta dovrà essere obbligatoriamente ascoltato.

Ciò per consentire allo stesso di esercitare il proprio diritto di difesa in merito agli addebiti che gli sono contestati dal datore di lavoro.

Tutele previste a favore del lavoratore.

Come detto in precedenza, la legge prevede una serie di tutele in favore del lavoratore, tutte le volte in cui egli è incolpato di un comportamento colposo o comunque manchevole.

In particolare è previsto che il datore di lavoro debba contestare l’infrazione al lavoratore e concedergli un termine a difesa per consentire allo stesso di esporre le proprie giustificazioni. Se il lavoratore lo richiede, inoltre, il datore di lavoro sarà obbligato ad ascoltarlo.

La proporzionalità.

Perché il licenziamento disciplinare sia legittimo, occorre che esso sia proporzionato all’infrazione contestata.

Non tutti i comportamenti del lavoratore, dunque, sono punibili con il licenziamento, ma solo quelli più gravi.

Il datore di lavoro dovrà stare attento ad esercitare correttamente il proprio potere disciplinare e ad irrogare sanzioni disciplinari adeguate.

Il codice disciplinare ed il regolamento interno aziendale.

Spesso il datore di lavoro adotta il codice disciplinare.

Esso racchiude le norme disciplinari poste dalla legge e dalla contrattazione collettiva, oltre alle norme riguardanti la procedura disciplinare.

Il datore di lavoro ha la facoltà di integrare la normativa collettiva in materia disciplinare, adattandola alle concrete esigenze aziendali.

Il datore di lavoro può inoltre predisporre un regolamento interno aziendale.

Anche esso racchiude norme disciplinari, solo che queste vengono fissate unilateralmente dal datore di lavoro e non invece discusse dalle parti in sede di contrattazione collettiva.

Questioni più discusse:
 
  • La procedura del licenziamento disciplinare si applica anche al datore di lavoro non imprenditore? (IL11-66)
  • Il licenziamento disciplinare è applicabile al lavoratore in prova? (IL11-66)
  • Quali sono le ipotesi più ricorrenti di licenziamento disciplinare? (IL11-66)
  • Il regolamento interno aziendale richiede la forma scritta? (IL11-67)
  • Il codice disciplinare deve essere portato a conoscenza dei lavoratori? (IL11-67)
  • Se il comportamento contestato non è previsto dal codice disciplinare, il licenziamento è legittimo? (IL11-67)
  • Al posto del codice disciplinare, in azienda si può affiggere il contratto collettivo? (IL11-67)
  • L’affissione del codice disciplinare può essere sostituita dalla consegna a mano? (IL11-67)
  • In quali casi l’affissione del codice disciplinare è invalida? (IL11-67)
  • In caso di azienda dislocata in più sedi, dove va affisso il codice disciplinare? (IL11-68)
  • In caso di distacco del lavoratore, dove va affisso il codice disciplinare? (IL11-68)
  • Su chi grava l’onere di provare l’avvenuta affissione del codice disciplinare? (IL11-68)
  • Quali conseguenze nel caso in cui l’affissione del codice disciplinare sia invalida? (IL11-68)

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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