sabato 12 maggio 2012

Le dimissioni. La lavoratrice madre, il lavoratore padre, tutela in caso di matrimonio. Incentivi all'esodo (c.d. buonuscita)


Esistono casi in cui la legge vieta il licenziamento.

La lavoratrice, ad esempio, non può essere licenziata dall’inizio della gravidanza fino all’anno di età del bambino.

Il lavoratore non può essere licenziato durante il periodo in cui usufruisce del congedo di paternità e comunque fino all’anno di età del bambino.

Nel caso di adozione o di affidamento, poi, il divieto di licenziamento opera fino ad un anno da quando il minore è entrato in famiglia.

Ora, per evitare che tali divieti possano essere aggirati attraverso le dimissioni, formalmente presentate senza coercizione dal lavoratore, ma in realtà imposte dal datore di lavoro, è previsto che le dimissioni presentate dai soggetti di cui sopra, durante i periodi summenzionati, debbano essere convalidate.

La convalida viene effettuata presso il Servizio Ispettivo territoriale del Ministero del Lavoro (DPL).

La lavoratrice discriminata per matrimonio.

È nullo il licenziamento intimato a causa di matrimonio e sono altresì nulle le clausole contrattuali (anche contenute nel contratto collettivo) che prevedono la risoluzione del rapporto di lavoro a causa del matrimonio.

Anche qui, per evitare che tali divieti possano essere aggirati attraverso le dimissioni, formalmente presentate senza coercizione dalla lavoratrice, ma in realtà imposte dal datore di lavoro, è previsto che le dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo che va dalla richiesta delle pubblicazioni matrimoniali fino ad un anno dalla celebrazione del matrimonio sono nulle, a meno che non vengano confermate.

La conferma deve avvenire entro un mese e deve essere effettuata presso la Direzione Provinciale del Lavoro.

Incentivi per rassegnare le dimissioni (c.d. buonuscita).

Il datore di lavoro può incentivare la presentazione delle dimissioni da parte del lavoratore, e dunque l’abbandono del lavoro, mediante una somma di denaro.

L’incentivo economico viene riconosciuto a favore di chi presenta le dimissioni entro un termine stabilito dallo stesso datore di lavoro.

Solitamente il datore di lavoro ricorre a tali incentivi quando vi è personale in esubero.

In tali casi, per evitare di ricorrere alle procedure di licenziamento, tenta di agevolare l’esodo volontario dei dipendenti mediante il ricorso agli incentivi economici.

Perché l’incentivo economico sia riconosciuto, il lavoratore dovrà presentare una adesione scritta alla proposta formulata dal datore di lavoro.

Con tale adesione, generalmente il lavoratore rinuncia a contestare il recesso ed a qualunque pretesa connessa al rapporto di lavoro.

Questioni più discusse:

La lavoratrice madre ed il lavoratore padre
  • Che cosa succede se le dimissioni non sono convalidate? (IL11-27)
  • Cosa succede se la lavoratrice spedisce le dimissioni prima del compimento dell’anno del bambino, ma queste arrivano al datore dopo il compimento dell’anno? (IL11-27)
  • Se la DPL accerta la fittizietà delle dimissioni, che cosa spetta al lavoratore o lavoratrice? (IL11-27)
  • In cosa consiste la procedura di convalida e quali documenti occorre presentare? (IL11-27)
  • Le DPL devono convocare obbligatoriamente il lavoratore? (IL11-29)
  • Per ottenere l’indennità di maternità o paternità è necessario ottenere la convalida delle dimissioni? (IL11-29)
  • La lavoratrice madre ed il lavoratore padre dimissionari sono tenuti a rispettare il periodo di preavviso? (IL11-29)
  • A cosa hanno diritto la lavoratrice madre ed il lavoratore padre che si dimettono? (IL11-29)
La lavoratrice discriminata per matrimonio.
  • L’obbligo di confermare le dimissioni, previsto per la lavoratrice che si dimette durante il periodo protetto (dalla richiesta delle pubblicazioni fino ad un anno dalla celebrazione del matrimonio) si applica anche alle lavoratrici addette ai servizi familiari e domestici? (IL11-30)
  • Qual è la procedura prevista per la conferma delle dimissioni della lavoratrice che si dimette nel periodo compreso dalla richiesta delle pubblicazioni fino ad un anno dalla celebrazione del matrimonio? (IL11-30)
  • A cosa ha diritto la lavoratrice che si dimette nel periodo compreso dalla richiesta delle pubblicazioni fino ad un anno dalla celebrazione del matrimonio, nel caso in cui le dimissioni non siano confermate e quindi debbano considerarsi nulle? (IL11-30)
Incentivi per rassegnare le dimissioni
  • Una volta che il lavoratore ha presentato le dimissioni, il datore di lavoro è obbligato ad accettarle e dunque a riconoscere l’incentivo economico promesso? (IL11-31)
  • Cosa succede se il datore di lavoro ingenera nel lavoratore un falso affidamento sulla corresponsione degli incentivi all’esodo? (IL11-31)
  • Cosa succede se il lavoratore presenta le dimissioni prima del termine stabilito dal datore di lavoro? (IL11-31)
  • Il lavoratore che si dimette a fronte di incentivi, ha diritto di precedenza in caso di nuove assunzioni? (IL11-31)
  • Il lavoratore che si dimette a fronte di incentivi, ha diritto al trattamento di disoccupazione o di mobilità? (IL11-31)
  • Il datore di lavoro è obbligato a riconoscere lo stesso incentivo economico a tutti i dipendenti? (IL11-31)
  • Da cosa può essere composto l’incentivo economico? (IL11-32)

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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