giovedì 31 maggio 2012

Lavoratrice in gravidanza si allontana dal posto di lavoro per un malore: illegittimo il licenziamento


Una lavoratrice avverte un malore e si reca al Pronto Soccorso.

Lì apprende di essere in attesa.

Ritornata in negozio, la lavoratrice avvisa il datore di lavoro della situazione.

Ma due giorni dopo avverte nuovamente forti dolori.

A questo punto abbandona il negozio per andare di nuovo in ospedale, non prima però di aver avvisato il datore di lavoro e di essersi fatta sostituire.

In ospedale le viene prescritto riposo assoluto.

Dunque la lavoratrice trasmette il certificato medico al datore di lavoro, che però il giorno successivo la licenzia per aver ingiustificatamente abbandonato il posto di lavoro.

La lavoratrice impugna il licenziamento e la Corte di Cassazione, con sentenza n.1089/2012, le dà ragione, dichiarando nullo il licenziamento, poiché non sussiste la giusta causa.

La motivazione.

I giudici sostengono che il datore di lavoro era a conoscenza dello stato di gravidanza della lavoratrice.

Il datore accusa inoltre la lavoratrice di aver affidato il negozio a persona estranea all’azienda.

Ma i giudici accertano che la lavoratrice aveva telefonato ad un altro negozio della stessa società e che una dipendente di quel negozio le aveva inviato una persona per la sostituzione temporanea.

La lavoratrice ha dunque agito correttamente, essendosi attivata per farsi sostituire ed avendo avvisato il datore di lavoro dello stato di gravidanza e della nuova emergenza occorsa.

Vedi anche:

Guida al Licenziamento per Allontanamento o Abbandono del Posto di Lavoro. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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