domenica 20 maggio 2012

La motivazione del licenziamento. Il licenziamento disciplinare, individuale e collettivo


In altre parole il datore di lavoro, in questi casi, decide di porre fine al rapporto di lavoro ricorrendo alla procedura di licenziamento.

Perché il licenziamento possa essere intimato, tuttavia, occorre che via sia un motivo socialmente giustificato.

Ciò per evitare abusi da parte del datore di lavoro.

In particolare è previsto che il licenziamento possa essere intimato per giusta causa, per giustificato motivo soggettivo e per giustificato motivo oggettivo.

Diventa allora determinante stabilire che cosa si intenda per giusta causa e per giustificato motivo.

Ebbene, la legge non dà una definizione precisa di tali termini.

Volutamente il legislatore ha utilizzato questi termini astratti, in maniera tale da farvi rientrare diverse situazioni, anche diverse tra loro.

Ci si chiede allora chi sarà chiamato a stabilire se ricorre una giusta causa od un giustificato motivo di licenziamento.

Questo lavoro è svolto dai magistrati.

Ogniqualvolta si instaura un contenzioso che ha per oggetto una procedura di licenziamento, il giudice, con la sentenza, è chiamato a decidere se ricorra una giusta causa od un giustificato motivo.

Per ora ci basti sapere che la giusta causa ed il giustificato motivo soggettivo derivano da una condotta posta in essere dal lavoratore (licenziamento per ragioni disciplinari).

Il giustificato motivo oggettivo, invece, è legato a ragioni inerenti l’attività produttiva e l’organizzazione del lavoro (licenziamento per ragioni non disciplinari).

La procedura di licenziamento è molto diversa a seconda dei casi.

Se si tratta di licenziamento disciplinare, il datore di lavoro, prima di comunicare il licenziamento in forma scritta, è tenuto a seguire il complesso iter procedurale previsto per l’applicazione delle sanzioni disciplinari.

Se invece si tratta di licenziamento non disciplinare la procedura è più snella.

In ogni caso graverà sempre sul datore di lavoro l’onere di dimostrare l’esistenza del motivo sul quale si basa il licenziamento.

Un’altra distinzione che suole farsi è quella tra licenziamenti individuali e licenziamenti collettivi.

I licenziamenti individuali hanno per oggetto uno o più lavoratori, fino ad un massimo di quattro.

Si parla invece di licenziamento collettivo quando la procedura ha per oggetto almeno cinque dipendenti, da licenziare nell’arco di 120 giorni.

Non solo; il licenziamento collettivo è basato sul ridimensionamento, la trasformazione aziendale o la cessazione dell’attività di impresa.
Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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